I Macerati d’Erbe

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I Macerati d’Erbe

I macerati d’erbe sono prodotti relegati da sempre in ambienti erboristici e la ragione credo vada ricercata nel fatto che sono nati nei conventi medioevali – soprattutto italiani e francesi – frutto dall’arte dei monaci speziali. I conventi, che fungevano anche da ospedali, sono stati per lungo tempo luoghi di conservazione delle conoscenze mediche e botaniche del mondo classico e i monaci molto hanno sperimentando coltivando nei loro giardino ogni specie di erba ritenuta, qualche volta a torto,  medicinale.
Fu durante il Medioevo che la Scuola di Salerno individuò nell’alcool un solvente adatto ad estrarre le proprietà medicinali (e aromatiche) dai vegetali ed è proprio da queste infusioni alcoliche che sono nati i macerati d’erbe che conosciamo oggi:  Essi sono ottenuti da miscele di erbe aromatiche differenti messe in alcool per un certo periodo di tempo al fine di estrarre principi attivi le proprietà amaricanti. L’aggiunta di zucchero non sempre è richiesta.
Spesso si tende a confondere queste preparazioni con quelle dei liquori commerciali che invece sono aromatizzati con estratti e coloranti di sintesi i quali garantiscono un prodotto stabile e sempre identico e per questo non degustabile. 
Il mondo dei macerati d’erbe è molto vicino a quello del vino e le tecniche usate sono simili: Come per il vino si usano torchi – solo che questi sono più piccoli –  e filtri noti al mondo dell’enologia, con il tempo generalmente migliorano perché i sapori dell’alcool si fondono più intimamente con quelli dei vegetali usati.
Talvolta è necessaria anche la botte ma per i macerati d’erbe ha una funzione differente infatti non è usata per cedere profumi legnosi al prodotto ma al contrario serve a stabilizzarlo. 
Per questi prodotti esiste anche un codice di nomenclatura che li definisce e in base al rapporto zucchero/alcool/acqua hanno nomi evocativi di tradizione: sono gli elisir, i rosoli, i ratafià e quando la quantità zuccherina è molto contenuta o assente, gli amari erboristici; Fra questi spicca l’amaro erboristico che non contiene zucchero e l’amaro ordinario che ne può contenere fino a un massimo dell’ 8% sul volume totale.
Data la sua caratteristica di prodotto naturale, i macerati d’erbe si prestano ad essere degustati e anche se a oggi, per loro,  non esiste una guida all’uso di una scheda di assaggio, possiamo dire che le caratteristiche importanti per questi prodotti cono le caratteristiche olfattive e retro-olfattive e che si apprezzano in bicchieri chiusi, servendoli mai freddi.

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Aurelio Visconti

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