Ca prostatico: 8 anziani su 10 non sanno che si può prevenire

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Ca prostatico: 8 anziani su 10 non sanno che si può prevenire. Al via il 1° tour italiano che promuove stili di vita sani nella terza età

Lunedì 19 ottobre 2015

Un italiano su due (il 49%) ignora che corretti stili di vita possono prevenire l’insorgenza di un tumore. Mentre il 79% degli ultrasessantacinquenni ritiene che modificare le proprie abitudini sbagliate da anziani non serva a molto. Col risultato che nel nostro paese abbiamo il 46,4% di nonni in sovrappeso, il 16% obesi, il 21% fumatori, che consumano nel 40% alcool in quantità rilevante mentre solo quattro su dieci svolgono attività fisica con regolarità.

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“Una situazione preoccupante, frutto di molti miti sbagliati – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e direttore dell’Oncologia Medica dell’IRCCS di Reggio Emilia –. Per questo abbiamo deciso di partire con il primo tour mai realizzato in Italia da una Società Scientifica contro i tumori negli anziani. Perché a tutte le età modificare in meglio il proprio stile di vita è opportuno e consigliabile: no al fumo e all’abuso di alcol, attività fisica costante e dieta corretta sono i messaggi chiave della prevenzione oncologica”.

Una vera e propria campagna di sensibilizzazione che porta gli oncologi in tour in dieci città italiane per parlare esclusivamente agli anziani di lotta alle neoplasie. L’obiettivo?

“Intercettare una fascia della popolazione per la quale non esistono finora programmi di informazione e prevenzione adeguati – prosegue il prof. Carmine Pinto –. Abbandonare comportamenti a rischio come il fumo o la sedentarietà presenta enormi vantaggi anche se in un’età matura. Negli anziani, il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Stili di vita sani, non solo hanno effetti preventivi, ma quando si è colpiti dalla malattia, aiutano a rispondere meglio alle terapie e ad abbassare il rischio di recidiva. Abbiamo scelto di focalizzarci soprattutto sui tumori che interessano maggiormente la terza età, in primo luogo quello della prostata (il più frequente tra gli over75) per spiegare che si deve prevenire, ma anche che quando colpisce, può essere vinto e si può tornare ad una vita normale”. Il tour, presentato in un incontro con la stampa oggi a Roma, è partito il 20 luglio da Torino, approdando poi a Catania, e ora proseguirà nelle città di Firenze (13 ottobre), Napoli (20 ottobre), Milano e Trieste (27 ottobre), per sbarcare poi a Roma, Reggio Emilia, e ancora ad Ancona e Genova.

L’intero progetto è realizzato con il sostegno incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson.

“Un secondo problema su cui dobbiamo intervenire con forza – evidenzia il prof. Carmine Pinto – riguarda il momento della diagnosi. La maggior dei tumori nella terza età sono scoperti in fase avanzata. E spesso non tutti questi pazienti accedono ai trattamenti più innovativi. Per questo nel corso di ogni incontro vengono approfonditi anche i concetti di screening e di tempestività della diagnosi. Prima si intercetta la malattia, maggiori sono le possibilità di superarla con una buona qualità di vita, anche se si è ultrasettantenne”. Il cancro della mammella (un caso ogni 18 donne) e quello della prostata (1 ogni 20 uomini) sono i più frequenti tra gli over70.

“Nel nostro tour – prosegue Pinto – approfondiremo, in particolare, la conoscenza del tumore alla prostata che, grazie anche ai nuovi farmaci, può essere gestito bene in età molto avanzata. Si tratta di un carcinoma spesso presente in forma indolente (circa il 30-40% dei pazienti), caratterizzata da una crescita che può essere molto lenta e non in grado di provocare disturbi e ancor meno di causare la morte dei pazienti. In questi casi è possibile adottare una strategia osservazionale come la sorveglianza attiva, tenendo sotto stretto controllo nel tempo il comportamento e l’evoluzione del tumore, riservando il trattamento (chirurgico, radioterapico, farmacologico) solo ai pazienti che ne abbiano bisogno e quando ne abbiano bisogno. Nove malati su dieci superano la malattia con una buona qualità di vita. A differenza di altri tumori, per quello prostatico non esistono ancora programmi di screening efficaci come la mammografia per il carcinoma mammario e il sangue occulto nelle feci per quello del colon. Per questo abbiamo realizzato anche un opuscolo informativo da diffondere in ogni incontro che consente ai malati e ai caregivers di conoscere la patologia, capire cos’è e quando può essere fatto il controllo del PSA e fornisce consigli pratici su come gestire il forte impatto che la malattia ha nella quotidianità della persona”.

“La nostra società scientifica è da anni in prima linea nella promozione di iniziative dedicate alla prevenzione oncologica, attuabile grazie a stili di vita corretti – conclude il prof. Pinto –: informare la popolazione sulle possibilità di ridurre il rischio oncologico a tutte le età è, infatti, uno dei nostri principali obiettivi. Siamo partiti cinque anni fa con un progetto itinerante rivolto agli adolescenti, ora con questa campagna vogliamo portare gli stessi concetti anche nella terza età. Solo così si avranno in futuro meno cittadini malati, con un grande risparmio anche dal punto di vista economico”.

“La nostra azienda è orgogliosa di scendere in campo al fianco degli oncologi in un progetto così importante – afferma il dott. Massimo Scaccabarozzi, Presidente e Amministratore Delegato Janssen, che rende possibile l’intero progetto –. Le campagne focalizzate sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sui tumori rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. Lavoriamo per migliorare l’efficacia e la tollerabilità dei farmaci esistenti, sintetizzare nuove molecole per realizzare medicinali innovativi. Il nostro scopo è fornire ai pazienti le migliori terapie possibili”.

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