Dipendenti: vere vittime del liberalismo economico?

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Il nostro Stato, così come molti altri, si basa su un libero scambio commerciale, finalizzato a favorire l’economia del Paese. Ma, come abbiamo potuto constatare negli ultimi decenni, questo sistema ha portato, solamente, ad arricchire le classi più agiate, lasciando in disparte i lavoratori, i quali vengono costretti a sacrificarsi per il “bene” del Paese. Non a caso, negli ultimi anni sono anche aumentate le richieste presso i servizi di prestiti a dipendenti, proprio per via di una crisi economica che vede dei guadagni troppo ridotti per poter fronteggiare degli intoppi economici improvvisi.

Richieste di prestiti in aumento per la crisi economica

Il liberalismo economico ha, tra i suoi scopi, proprio quello di aiutare i lavoratori, sostenendoli con dei diritti fondamentali e il contributo di sindacati. Eppure, questo sistema sembra, alla fine, essersi arreso al capitalismo, ritrovando come favoriti sempre gli imprenditori e tutte quelle categorie più agiate. Ciò ha portato a un aumento dei servizi di prestiti a dipendenti come Tuttodipendenti, dove le richieste di un aiuto economico si sono moltiplicate negli ultimi anni.

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I prestiti per i dipendenti, come l’ottimo servizio svolto dall’INPS, sono l’unica soluzione per fronteggiare le spese impreviste e che impediscono di arrivare a fine mese. Con il basso salario percepito dalla maggior parte dei lavoratori sottopagati, è già tanto riuscire a sfamare la famiglia e spese supplementari diventano fuori dalla portata della maggior parte dei dipendenti.

I servizi di prestiti a dipendenti sono, a questo punto, indispensabili per poter far fronte a delle bollette improvvise, ma anche per potersi concedere, dopo mesi di duro lavoro, quella vacanza tanto sognata. Qualunque sia la motivazione che può spingere un lavoratore a chiedere un prestito, questo sarà facile da ottenere, poiché esistono molte agevolazioni per questa categoria.

A partire dalla cessione del quinto dello stipendio, secondo cui non è più il dipendente a doversi preoccupare di saldare il debito, che verrà risarcito automaticamente mediante una sottrazione di non più di un quinto dallo stipendio. A questo verranno aggiunti i tassi d’interesse, da rimborsare insieme alla somma prestata in rate da 12 a 48 mesi, che dovrà basarsi sullo stipendio percepito dal lavoratore su base annua.

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