IL CERVELLO È IN GRADO DI RIPARARSI E DI CURARSI DA SOLO

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LETTERA

UN LIBRO CHE TUTTI DOVREBBERO LEGGERE

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Ciao Valdo! Ascoltando una trasmissione radiofonica di Marcello Pamio su Radio Gamma 5 dal titolo “Le guarigioni del cervello”.
Tramite http://www.mediafire.com/file/xaxdh2ehb42m1mc/Cervello_guarigioni.mp3, in cui vengono esplorate le infinite possibilità del cervello grazie alla sua plasticità, sono venuta a conoscenza di un libro, straconsigliato da Marcello, che mi sembra interessante e che vorrei segnalare a tutti i lettori che magari non lo conoscono.

LE GUARIGIONI DEL CERVELLO DI NORMAN DOIDGE

Si tratta di “Le guarigioni del cervello” di Norman Doidge, ricercatore alla Columbia University Psycoanalytic center di New York e alla University of Toronto e già autore del Cervello Infinito.
Una panoramica avvincente sulle nuove potenti teorie neuroscientifiche che mettono in relazione mente, corpo e anima. Attraverso la nuova visione introdotta dalla neuroplasticità il cervello non è più da considerarsi una scatola impenetrabile ma un organo che, a dispetto di quanto dice la medicina allopatica, è in grado di ripararsi e di curarsi da solo.

UNA VERA E PROPRIA RIVOLUZIONE COPERNICANA

Si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana! A questo link si trova una recensione che ne illustra il contenuto:
http://www.coscienza-universale.com/cultura/libri/neuroplasticita-le-guarigioni-del-cervello/
Un abbraccio
Elena Fasulo

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INTRODUZIONE DEL TESTO “NEUROPLASTICITÀ: LE GUARIGIONI DEL CERVELLO”

ORGANO IMMUTABILE ED INCAPACE DI GUARIRE PER LA MEDICINA

Negli ultimi secoli la medicina ha considerato il cervello come un organo immutabile e incapace di guarire. Le malattie neurologiche e degenerative erano viste come una condanna senza appello per il malato, i trattamenti farmacologici e riabilitativi poco efficaci o inutili. Ma la visione introdotta dalla neuroplasticità, ossia la capacità del cervello di modificare la propria struttura e il proprio funzionamento, ha aperto la strada a possibilità terapeutiche rivoluzionarie, già presentate da Norman Doidge in Il cervello infinito.

L’AUTOGUARIGIONE CEREBRALE SI ATTUA TRAMITE L’ESERCIZIO FISICO E IL RICORSO A LUCI, SUONI E VIBRAZIONI

A distanza di qualche anno, l’autore approfondisce il tema della guarigione neuroplastica, descrivendone due elementi centrali: l’esercizio fisico e mentale e il ricorso all’energia, sotto forma di luci, suoni, vibrazioni. Il cervello non è più una scatola impenetrabile, ma un organismo in grado di connettersi al mondo esterno tramite i sensi, e sono proprio questi ultimi i canali da sfruttare per intervenire in modo non invasivo e del tutto sicuro sulle strutture neuronali, così da ricuperarne le funzioni. 

IL CERVELLO PUÒ GUARIRE ED È IN GRADO DI CURARSI DA SOLO
Una vera e propria rivoluzione copernicana, che allevierà le sofferenze di moltissimi pazienti, e che Doidge racconta con grande ricchezza di particolari, attraverso numerose storie reali. Le guarigioni del cervello è un saggio pieno di speranza, che viene a dirci che il cervello può guarire, anzi, di più: è in grado di curarsi da solo.

MOLTI PROBLEMI CEREBRALI SONO STATI CONSIDERATI A TORTO INCURABILI

Questo libro parla di come il cervello umano è in grado di guarire, e del modo in cui, una volta compreso questo processo, molti problemi cerebrali ritenuti incurabili o irreversibili possano migliorare, spesso radicalmente, e in alcuni casi, come vedremo, essere curati. Mostrerò come questo processo di guarigione dipenda proprio dalle caratteristiche altamente specializzate del cervello, un tempo considerate così sofisticate da comportare un prezzo: il cervello, a differenza degli altri organi, non è in grado di ripararsi o di recuperare le proprie funzioni. In queste pagine sosterrò che è vero il contrario, e cioè che la complessità del cervello gli consente di ripararsi e di migliorare il proprio funzionamento generale.

DEFINIZIONE DI NEUROPLASTICITÀ

Inizia dove si concludeva Il cervello infinito, dove descrivevo la scoperta più importante nella comprensione del cervello e della sua relazione con la mente, con la neuroplasticità. La neuroplasticità è la proprietà che consente al cervello di modificare la propria struttura e il proprio funzionamento in risposta all’attività e all’esperienza mentale. 

PER 400 ANNI LA SCIENZA MEDICA HA RITENUTO IL CERVELLO COME IRREPARABILE
Nel libro parlavo anche dei primi scienziati, medici e pazienti che avevano sfruttato questa scoperta per ottenere incredibili trasformazioni nel cervello. Fino ad allora queste trasformazioni erano inconcepibili, poiché per quattro secoli la scienza ufficiale ha ritenuto che il cervello non potesse cambiare. Secondo gli studiosi, il cervello era come una macchina grandiosa, in cui ogni parte, situata in una precisa regione cerebrale, svolgeva un’unica funzione mentale. Se una regione cerebrale subiva una lesione, a causa di un ictus, un trauma o una malattia, non poteva essere riparata, poiché le macchine non possono ripararsi da sé, né generare parti nuove. Gli scienziati sostenevano anche che i circuiti cerebrali fossero immutabili o cablati, ossia che le persone con un ritardo mentale congenito o affette da disturbi dell’apprendimento fossero destinate a rimanere tali. 
DECLINO CEREBRALE CONSIDERATO INEVITABILE
Man mano che la metafora della macchina si evolveva, gli scienziati cominciarono a descrivere il cervello come un computer e la sua struttura come l’hardware, ritenendo che l’unico cambiamento possibile con l’invecchiamento fosse la degenerazione dovuta all’uso. Qualunque macchina si usura. Quando si usa una cosa, la si consuma, use it and lose it. Perciò qualunque tentativo da parte delle persone anziane di limitare il declino cerebrale tramite l’attività e l’esercizio mentale era considerato una perdita di tempo.

CON L’APPRENDIMENTO LE CONNESSIONI FRA I NEURONI AUMENTANO

I neuroplastici, come chiamo gli studiosi che hanno dimostrato l’esistenza della neuroplasticità, rifiutavano la tesi di un cervello immutabile. Dotati per la prima volta di strumenti in grado di osservare le attività microscopiche del cervello vivente, provarono che questo organo si modifica con il funzionamento. Nel 2000 il premio Nobel per la medicina fu assegnato a Eric Kandel per aver dimostrato che con l’apprendimento le connessioni fra i neuroni aumentano. Il ricercatore dimostrò anche che l’apprendimento può attivare geni capaci di modificare la struttura neurale. Centinaia di studi proseguirono su questa scia, indicando che l’attività mentale non è solo il prodotto del cervello, ma a sua volta plasma il cervello. La neuroplasticità restituì alla mente il suo ruolo nella medicina moderna e nella vita umana.

PROGRESSI STUPEFACENTI NEL CAMPO DELLA PLASTICITÀ

La rivoluzione concettuale descritta in “Il cervello infinito” è stata solo l’inizio. In questo libro tratterò dei progressi stupefacenti da parte di una seconda generazione di studiosi che, non avendo l’onere di dimostrarne l’esistenza, si sono potuti dedicare alla comprensione e allo straordinario potenziale della plasticità. Ho viaggiato in cinque continenti per incontrare ricercatori, medici e pazienti e ascoltare le loro storie. Alcuni di questi scienziati lavorano nei laboratori più all’avanguardia del mondo occidentale. Altri sono medici che hanno applicato queste conoscenze. Altri ancora sono medici e pazienti che hanno scoperto per caso la neuroplasticità e hanno perfezionato alcuni trattamenti efficaci, ancor prima che l’esistenza della plasticità venisse dimostrata in laboratorio.

Norman Doidge
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COMMENTO
IL CORPO UMANO OPERA COME VERA E PROPRIA UNITÀ FUNZIONALE
Quanto scoperto da Norman Doidge o comunque dai ricercatori neuroplastici più avanzati, non ha nulla di sorprendente. Il corpo umano non funziona affatto a compartimenti stagni ma opera come una singola unità funzionale, sottoposta ai medesimi principi operativi. Il corpo è health oriented, dotato dunque di potere autoguarente. Il discorso vale per qualsiasi area corporale e pertanto, ovviamente, anche per il cervello. 
CORPO UMANO HEALTH ORIENTED E NON IN BALIA DEGLI EVENTI
Gli strafalcioni della medicina non hanno fatto altro che ritardare per decadi e per secoli la piena comprensione di questi fatti. Si pensi che persino i geni e il Dna sono soggetti a questa legge, per cui nulla esiste di immutabile, di compromesso e di non migliorabile nel corpo umano, purché si abbia la coerenza e la saggezza di allineare prontamente le nostre scelte di vita con le esigenze reali dell’organismo, e non con altri parametri di comodo.
Valdo Vaccaro

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