Determinati batteri attivano infezioni dormienti nel tratto urinario

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Microrganismi patogeni spesso abitano il corpo in modo asintomatico, emergendo per causare la malattia solo in risposta a inneschi sconosciuti. Nella vescica, serbatoi intracellulari latenti di Escherichia coli sono considerati la probabile origine di infezioni ricorrenti del tratto urinario (rUTI), un problema che affligge milioni di donne in tutto il mondo. Tuttavia, gli inneschi clinicamente plausibili che attivano questi serbatoi sono sconosciuti.

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Studi clinici indicano che la composizione del microbiota vaginale di una donna influisce sulla sua suscettibilità alle rUTI, ma i meccanismi alla base di queste associazioni non sono chiare.

Molte evidenze suggeriscono che l’apparato urinario è regolarmente esposto a batteri vaginali, tra cui Gardnerella vaginalis, un membro dominante del microbiota vaginale in alcune donne. Utilizzando un modello di topo, è stato mostrato che l’esposizione della vescica a G. vaginalis innesca la fuoriuscita di Escherichia coli dai serbatoi della vescica latenti e aumenta il potenziale di esiti potenzialmente letali del risultante E. coli.

Gardnerella vaginalis

Esposizioni transitorie a G. vaginalis erano sufficienti a provocare apoptosi epiteliale della vescica, esfoliazione e danno renale interleuchina-1-recettore-mediata, che persisteva dopo il passaggio di G. vaginalis dal tratto urinario.

Questi risultati supportano una visione più ampia della patogenesi della UTI, in cui la malattia può essere guidata da esposizioni brevi ma potenti del tratto urinario a batteri vaginali che non sono essi stessi “uropatogeni” nel senso classico. Questo paradigma di “patogenesi nascosta” può applicarsi ad altre infezioni latenti (ad esempio la tubercolosi).

Milioni di donne soffrono di infezioni ricorrenti delle vie urinarie e l’unica opzione di trattamento è la profilassi antibiotica, che contribuisce alla resistenza agli antibiotici. E’ probabile che in molte donne l’esposizione della vescica a G. vaginalis avvenga durante l’attività sessuale.

Valutati nel complesso, questi dati forniscono la prima spiegazione del perché alcune caratteristiche del microbiota vaginale siano state collegate con la rUTI. Infine, i risultati suggeriscono che il mirare ai membri specifici della comunità batterica vaginale possa essere una strategia efficace per il trattamento di questa infezione.

 

Salvatore Gemmellaro
Fonte: PLOS Pathogens

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