Fidget spinner: una moda o un aiuto per ansia e stress?

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ll fidget spinner, al momento uno dei dieci giochi più venduti su Amazon, è una specie di trottola composta da un corpo centrale rotondo che contiene un cuscinetto a sfera e due o tre alette montate intorno. Tenendo con le dita il corpo centrale e dando un colpo alle alette, esse cominciano a girare in modo fluido e continuo. Si tratta quindi di un piccolo oggetto che le persone si divertono a maneggiare e far roteare. Fidget significa «agitarsi» e spinner indica una rotella che gira. Il suo uso è diventato nelle ultime settimane una vera e propria mania, soprattuto tra bambini e adolescenti.

Ma il fenomeno del “fidgeting”, ovvero l’atto di compiere piccoli movimenti involontari soprattutto con mani e piedi quando si è agitati, non nasce con la moda del fidget spinner ma è rintracciabile già in movimenti come cliccare continuamente la sfera di una penna o muovere ripetutamente una gamba.

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Lo stesso successo era stato infatti raggiunto con il fidget cube. Nel 2016 due giovani imprenditori di Denver  hanno raccolto oltre 6 milioni di dollari su Kickstarter per  questo piccolo cubo con bottoni e interruttori, pensato come anti-stress da ufficio. Del fidget cube parlarono molti siti di news americani, rendendolo molto popolare, e in generale attirando l’attenzione sui giocattoli per aiutare la concentrazione e ridurre lo stress, fino ad arrivare ad un articolo uscito lo scorso dicembre su Forbes, intitolato “I fidget spinner sono i giochi da ufficio da avere nel 2017”.

Insieme alla loro popolarità sono arrivate anche le reazioni preoccupate di molti insegnanti ed esperti di educazione secondo i quali la loro diffusione nelle scuole è pericolosa, perché è una grossa fonte di distrazione per gli studenti. Kate Ellison, preside della Washington Elementary School di Evanston, in Illinois, ha detto al Chicago Tribune: «Onestamente abbiamo scoperto che i fidget hanno l’effetto opposto, rispetto a quello pubblicizzato. I ragazzi li scambiano tra loro o li fanno girare invece di scrivere» e in alcune scuole il loro utilizzo in classe è vietato.

A fronte di ciò, si è acceso un bel dibattito tra esperti e ricercatori sull’idea che sia un possibile aiuto per chi soffre di ansia o di ADHD.

Ma come è nato il fidget spinner?  É stato inventato nel 1993 da Catherine Hettinger, in Florida, quando ha voluto costruire un oggetto che aiutasse i bambini a mantenere la concentrazione e a scaricare lo stress. Hettinger in quel periodo soffriva di miastenia gravis, una malattia neuromuscolare che la rendeva debole, e cercava uno strumento che le permettesse di fare qualcosa con sua figlia. Brevettò la sua invenzione nel 1997, e provò a venderla a varie aziende di giocattoli e a promuoverla alle fiere, senza successo. Andò anche a un incontro con Hasbro, la terza società più grande del settore, e ha raccontato a Time che prima del colloquio usò la sua stessa invenzione per calmarsi. Hasbro decise di non produrre i fidget spinner, dopo averli testati su un campione di consumatori. Nel 2005 il brevetto di Hettinger è scaduto, perché non poteva permettersi i 400 dollari necessari per rinnovarlo, ha spiegato al Guardian: ora chiunque può costruire liberamente i fidget spinner: compresa Hasbro, che infatti ora li vende.

Il concetto alla base dei fidget spinner è che per molte persone, e soprattutto molti bambini, è difficile concentrarsi soltanto su stimoli visivi o uditivi, cioè quelli di una normale lezione a scuola: per questo maneggiare un oggetto che fa una sola cosa,  fare scarabocchi o tamburellare con la gamba può aiutare a mantenere l’attenzione.

Elaine Taylor-Klaus, fondatrice di un’organizzazione che aiuta i bambini con disturbi dell’attenzione, ha spiegato alla CNN che «per alcune persone con il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività c’è un costante bisogno di stimoli. Quello che fanno i fidget, per qualcuno – non per tutti – è aiutarli a concentrare l’attenzione su quello su cui vogliono concentrarsi, perché c’è una specie di movimento di sottofondo che risponde a quel bisogno».

Lo studio più rilevante sull’effetto del fidgeting nei bambini è quello di Julie Schweitzer, professoressa di psichiatria e scienze del comportamento al MIND Institute all’Università della California, pubblicato nel 2015 su Child Neuropsychology. Nei suoi studi spiega come i bambini affetti da ADHD abbiano problemi a mantere l’attenzione e si muovano costantemente o agiscano impulsivamente. In alcuni bambini con questo problema, il fidgeting sembra umentare la loro capacità di mantenere l’attenzione ed avere performance migliori.

La ricerca è stata svolta su 44 bambini tra i 10 e 17 anni, di cui 26 diagnosticati con ADHD (gruppo sperimentale) e gli altri con nessuna diagnosi di disturbo (gruppo di controllo). Tutti i bambini hanno compiuto un esercizio di attenzione allo schermo di un computer con uno strumento di registrazione del loro movimento sul bacino. I bambini semplicemente sapevano di dover completare l’esercizio al computer, non era richiesto loro né di muoversi né di stare fermi. Nel gruppo ADHD più movimento del bacino veniva registrato, migliore era la performance al compito assegnato, mentre la quantità di movimento non portava a nessuna differenza nei risultati del gruppo di controllo. Questo studio non spiega come il movimento aiuti i bambini con ADHD a focalizzarsi ma l’ipotesi è che il movimento li renda piu all’erta, quando la loro attenzione inizia ad andare alla deriva, il movimento di una gamba o di un piede sembra aiutarli a tornare indietro al presente.

Nelle sue ricerche Julie Schweitzer ha indagato quali siano le caratteristiche del fidget spinner che inducono una sensazione di relax in chi lo utilizza. La maggior parte dei partecipanti che hanno risposto al questionario sosteneva che avere un oggetto tra le mani aiutasse a restare focalizzati su un compito lungo o a mantenere l’attenzione quando si era seduti per lungo tempo durante un meeting. Tra gli esempi più comuni, l’utilizzo di oggetti facilmente reperibili in ogni momento come penne, chiavette USB, cuffie o altri oggetti personali che aiutano ad ottenere uno stato di relax aumentando la concentrazione.

Alcuni psicologi riferendosi al fenomeno del “sensation seeking”, affermano che ogni persona cerca di modificare le proprie esperienze o l’ambiente circostante per avere un livello di stimolazione ottimale. Ogni persona funziona bene in condizioni diverse: alcuni si concentrano in un ambiente silenzioso, altri in uno rumoroso e stimolante. La stimolazione esterna, però, varia non solo tra le persone ma anche per la stessa persona a seconda dell’attività che si trova a svolgere. Se per alcuni può essere una fastidiosa distrazione, per altri può essere molto utile, almeno in alcune circostanze (per esempio quando non è possibile alzarsi e camminare un po per calmarsi).

Ovviamente gli studi sono ancora troppo ridotti per trarre conclusioni e un fidget spinner non può essere una cura, può aiutare alcuni bambini con esigenze sensoriali specifiche, ma può invece creare più difficoltà per altri.

Ciò che non va sottovalutato infatti riguarda le caratteristiche che i diversi oggetti devono avere per considerarsi efficaci nella regolazione dell’attenzione, non tutti sono infatti costruiti allo stesso modo. I terapeuti sostengono che la stimolazione primaria debba essere tattile, cosa che il fidget spinner integra con una coordinazione visiva. Per usarlo, infatti, è necessario tenere il centro del gioco con pollice e indice e utilizzare le altre dita per farlo roteare. La coordinazione vista-tatto è forse ciò che spinge gli insegnanti a bandire questi giochi dalle classi, perché inevitabilmente gli allievi non prestano visivamente attenzione all’insegnante a differenza di quanto accade con semplici palline anti-stress o con il fidget cube.

Allora forse i fidget non sono solo un capriccio ma potrebbero essere volti ad un utile scopo. C’è ancora lavoro di studio da fare, ma non sono solo una moda o un capriccio. Incarnano infatti un fenomeno duraturo di cui quasi tutti noi abbiamo fatto forse esperienza – basta guardare il proprio comportamento quando si lavora ad un tavolo o si siede in riunioni. La prospettiva futura potrebbe essere quella di creare oggetti intelligenti di nuova generazione che supportano la gestione dell’attenzione e la calma.

Elisa Grechi

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