Primogenito, paure pratiche e profonde

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Secondo tutti gli psicologi e i pedagogisti, quando nasce il primo figlio nascono anche dei genitori. Che all’inizio faticano, non sanno come gestire il bebè, chiedono suggerimenti a parenti e amici e ottengono spesso pareri contrastanti. L’ansia è compagna costante e questo spesso rischia di rendere più difficile l’adattamento al nuovo ruolo. Talvolta il processo richiede tempo, produce tensioni e magari anche frizioni nella coppia.

“L’importante è parlare sempre delle decisioni da prendere riguardo al bambino e confrontarsi – ammonisce Luca Pozzi, psicologo dell’Italian Medical Centre di Londra. Il silenzio è nemico dell’autostima e contribuisce ad aumentare le ansie. Papà e mamma devono confrontarsi sulle modalità di gestione del bambino, ma anche sulle preoccupazioni, per riuscire ad affrontarle in modo più sereno”. Anche perché un primo figlio concentra su di sè tutte le attenzioni e se non si inizia da subito a capire come affrontare le sue richieste, rischia di diventare un tiranno per sempre.

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Tanti tipi di paure
Le paure legate al primogenito, peraltro, sono di diverso genere. “Anzitutto ci sono le paure concrete, come quella che cada dal letto, che scivoli a terra mentre lo teniamo in braccio, che non sia abbastanza coperto o scoperto, che mangi poco, che smetta di respirare mentre dorme o che respiri acqua mentre gli si fa il bagnetto – sottolinea Luca Pozzi. Dette così, soprattutto a una mamma esperta, sembrano preoccupazioni esagerate ma in una fase iniziale, quando si è di fronte a un primogenito, possono diventare invece problemi autentici e insormontabili”. Poi c’è l’ansia legata al pianto, che è sempre difficile da interpretare, soprattutto per chi fino a pochi giorni prima non aveva mai sentito un piccolo strillare per la fame o per il sonno.

“L’aspetto più complicato, però, riguarda le paure dei genitori di non essere adeguati – insiste Luca Pozzi. Per le neo mamme su questo incide anche l’aspetto degli ormoni, che dopo il parto sono ancora attivissimi e quindi creano insoddisfazione e un senso di incapacità, che si trasmette spesso anche al partner. A questo si aggiunge la tendenza, sempre presente con il primogenito, a fare confronti con gli altri genitori e a trovarsi in difetto. Quando poi si hanno altri figli la nostra esperienza pregressa basta a stabilire se ci stiamo comportando in modo corretto, ma quando invece il bambino è il primo e non si hanno strumenti, vedere cosa fanno vicini e amici viene spontaneo, anche se spesso poi si soffre”.

La paura di non farcela
L’ultima preoccupazione con i primi nati è anche quella di non farcela e di non essere in grado di gestire le situazioni. Molti genitori arrivano persino a pensare che forse hanno sbagliato a concepire un figlio. “Una sensazione che sorge soprattutto quando la fatica fisica si fa sentire – insiste lo psicologo. Invece occorre tenere duro, magari darsi dei turni per riposare, informarsi e seguire insieme routine e ritmi, fino a quando non risulterà chiaro che la situazione familiare è perfettamente sotto controllo”.

Dall’esperto, che collabora anche con i corsi per neogenitori, così frequenti nel Regno Unito, arrivano altri due consigli fondamentali. Il primo è quello di cercare di essere preparati a ogni evenienza, con una borsa da portare a tracolla, piena di soluzioni per tutti i problemi, dal cambio del pannolino alla sete, dal giocattolino alla crema solare o alla sciarpetta in più, in base alla stagione. Il secondo suggerimento riguarda l’abitudine di essere devoti in tutto al figlio. “Con il primogenito sembra essenziale, ma si tratta di un errore – conclude. La coppia deve conservare dei tempi per sè e ognuno dei genitori deve avere spazi propri per mantenere l’energia e il benessere mentale”. Senza soccombere al despota, che ci vorrebbe al trecento per cento, ma sopravvive benissimo anche se riceve solo l’ottanta.

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La serenità dei genitori coincide con quella dei bambini. E per restare tranquilli, di fronte a pianti e lamentele, basta solo essere ben organizzati.  Nella borsa delle emergenze del primogenito, ad esempio, non possono mancare i prodotti Arnidol®, marchio di provata esperienza che propone tre soluzioni in stick, che sono delle vere e proprie bacchette magiche per proteggere la pelle dei nostri figli. Anzitutto Arnidol® Bump Stick, efficace contro botte e lividi; poi Arnidol® Pic roll-on, che riduce prurito e fastidio dopo le punture di insetto e infine Arnidol® Sun Stick SPF 50+, che protegge dal sole. Tre soluzioni che si basano sulla forza della Natura, combinando sostanze come Arnica Montana, burro di Karitè,  Aloe e Calendula.

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