31 Luglio, giornata Mondiale dell’Orgasmo, senza dimenticare l’affettività

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Ormai si festeggia tutto. Dalla festa dei Cornuti (11 novembre), alla festa dei divorziati (27 dicembre), alla più tradizionale, Festa di San Valentino (14 Febbraio). C’è una Giornata dedicata ad ogni cosa, a luglio abbiamo avuto quella del bacio (il 6) e oggi si festeggia quella dell’Orgasmo. Ma perché dedicare una giornata mondiale ad una questione tanto privata quanto delicata. Non è un argomento generico e per tutti uguale, sia raggiungerlo (o meno), o trattarne. Nell’evoluzione della società umana tale diritto, un tempo, non era neppure riconosciuto  alle donne. Le stesse poi in altra epoca, ne hanno giustamente rivendicato la capacità, il piacere di raggiungerlo con chi loro gradivano. La differenziazione sui modi, nell’arrivarci, nel viverlo liberamente varia secondo i costumi, le nazioni, i ceti, i retaggi è comunque un tema che non si sbandiera al mondo. Un fatto intimo e personale che dovrebbe essere vissuto con gioia e “piacere” e non come  raggiungimento di uno scopo.

La società oggi ce lo sbatte in faccia come  necessario a tutti i costi, ma sappiamo (chi lo sa e non lo legge solo) che la fisiologia umana e il piacere sessuale tra uomo e donna ha tempi e stimoli differenti. Mentre nell’uomo il piacere massimo si raggiunge in coincidenza dell’orgasmo (quasi  necessario a calmare gli impeti), nella donna i meccanismi sono variabili e di diversi livelli,  così come i modi di trovare il piacere anche senza l’orgasmo. Diciamo che le donne (almeno un tempo) ci mettevano più testa e cuore.

Tempi e modi si snodano in un percorso  tortuoso ma intigrante, affascinante. Tutto parte dall’eccitazione, e si sviluppa in tre fasi: cerebrale, periferico non genitale, genitale.

I fattori che possono influenzarne positivamente o, al contrario, impedirne la manifestazione sono di diversa natura. Molto spesso  la storia personale, l’educazione sessuale ricevuta, eventuali fattori inibenti di tipo traumatico (molestie e/o abusi), l’immagine corporea, i livelli di autostima e di fiducia nella propria desiderabilità incidono nella donna più che nell’uomo nel vivere in piena libertà il sesso.

La nostra società però ha mercificato anche questo, spingendo il sesso verso l’idea del gioco. Ne ha fatta una giornata mondiale dove tutti devono e possono scopare alla ricerca dell’orgasmo. Addio alle coccole e alla romanticheria, “un dildo per tutti o un vibratore salveranno il mondo”. Mi raccomando cercare l’orgasmo a tutti i costi, magari una scopata virtuale o sesso senza altro…….tristezza infinita e sopratutto qualcosa che non lascerà nulla.  Vista la parte greve della faccenda, analizziamo la parte relativa al giusto diritto per tutti di amare, essere amati e fare sesso con chi piace e nelle maniere e modi che (nel reciproco rispetto) arrivino a donare affetto e piacere.

La società LoveLab è la società Leader in Italia, nella produzione di cosmetici per la coppia.  La soddisfazione sessuale è diventato un tema di ricerca, tanto che i dati raccolti in sei mesi hanno evidenziato un aumento nelle vendite di sex toys,  pari al 300%. Tutto questo mette in evidenza anche come il piacere sessuale è qualcosa che è ricercato dalle donne come dagli uomini. C’è un “fattore culturale”, un’evoluzione sociale che va nella direzione  del piacere all’interno del gioco della coppia.

Tra le regioni italiane che più hanno contribuito all’esplosione di interesse per i cosmetici per la coppia e per i sex toys sono il Friuli, la Liguria, le Marche, il Veneto e l’Emilia Romagna. Il nord d’Italia ha un maggiore trasporto verso i giochi dell’amore, il caldo, le trasparenze e tutto ciò che rende l’estate bollente, sicuramente aiuta e spinge a giocare.

Tanti i prodotti ricercati su internet, negli store anonimi, ma anche in farmacie, parafarmacie o supermercati. Dai lubrificanti profumati,  ai stimolanti, ai nuovi astringenti per lei, che aiutano le pareti pelviche e vaginali nel riuscire ad essere più uniti.

Alessandro Bertino, Ceo di LoveLab, ha sottolineato la particolarità del fenomeno affermando che “l’estate 2017 promette di essere davvero bollente e non solo per le temperature”.

In ogni caso, però, tale cosa va vissuta in una coppia come un gioco e non con ansia. Per la ginnastica c’è la palestra . La famosa prestazione deve essere un’occasione di condivisione e non una prova atletica. Si vince in due, e si vince insieme, oppure si torna alle care vecchie coccole e poi piano piano tutto si sistema, sempre con un fattore importante da non dimenticare che va oltre il corpo.

Ciò che va trasmesso alle nuove generazioni è si parlare di piacere, ma non fine a se stesso. Va trasmesso qualcosa di più, il rispetto per se stessi e che il gioco del sesso è bello se fatto con qualcuno a cui si tiene. Si rischia di spingere i giovani in vortici di consumi sessuali, senza che poi rimanga loro nulla, e ricominciare poi da più grandi con pessime esperienze alle spalle.

Auguri a tutti


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