Emergenza insonnia da caldo, | strategie per combatterla

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Circa il 10% della popolazione ne soffre in modo cronico e, soprattutto in estate, si manifesta con maggiore frequenza, a causa rialzo termico che impedisce il fisiologico abbassamento della temperatura corporea che si accompagna all’addormentamento. Si tratta dell’insonnia, un disturbo comune ma che può causare gravi conseguenze: studi metanalitici su un elevato numero di soggetti (oltre 1 milione) indicano infatti come chi dorme meno di 7 ore, e in particolare meno di 5, ha un rischio di morte maggiore del 33% a parità delle altre condizioni, rispetto ai soggetti che dormono un numero di ore compreso tra 7 e 8. “L’insonnia viene diagnosticata come patologica se è caratterizzata da una riduzione del numero di ore di sonno rispetto alle abitudini del soggetto – spiega Gianmarco Giobbio, psichiatra del Centro Sanitatem Mentis Fatebenefratelli di Cernusco sul Naviglio (Milano) – e se è associata a sintomi diurni come stanchezza, ridotta energia, irritabilità, disturbi dell’umore, sonnolenza diurna”.

“L’insonnia – precisa l’esperto – si differenzia anche a secondo del momento della notte in cui compare: difficoltà ad addormentarsi; difficoltà di mantenere la continuità del sonno con continui risvegli; insonnia precoce (dopo 1-2 ore di sonno il soggetto si sveglia ed ha difficoltà a riaddormentarsi); risveglio anticipato rispetto al normale (il soggetto si sveglia 1 o 2 ore prima dell’abituale suono della sveglia). Vi è poi una particolare tipologia di insonnia atipica – aggiunge lo psichiatra – caratterizzata da un sonno non ristoratore per cui il soggetto pur dormendo un numero di ore complessivamente adeguate, mantiene la sensazione diurna di stanchezza e sonnolenza. Si fa diagnosi di insonnia se il disturbo è frequente (almeno 3 notti la settimana) e si prolunga per almeno 1 mese”.

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Le insonnie possono essere primarie, ovvero quando non si accompagnano a malattia organica o altro disturbo psichiatrico o uso di farmaci, oppure secondarie ad una o più condizioni patologiche. Trattare l’insonnia significa indagarne le caratteristiche ed identificare gli eventuali fattori eziologici.

“Il primo intervento consigliato – spiega Giobbio – riguarda la messa in atto di stili comportamentali che favoriscano la comparsa di un sonno fisiologico, come evitare attività troppo energiche nelle ore serali (attività fisica o mentale), ridurre l’uso di schermi o telefonini che inducono stimolazioni luminose intense, ridurre la luminosità nelle stanze dove si soggiorna, preferendo tonalità calde, esporsi a luce intesa al risveglio la mattina per almeno 20-30 minuti”.

“Il trattamento farmacologico deve essere limitato ai casi di insonnia acuta sporadica o ai casi più complessi in associazione ad altre patologie, soprattutto psichiatriche – raccomanda l’esperto -. Nel primo caso è utile l’uso della melatonina o di ipnotici non benzodiazepinici per il trattamento delle insonnie sporadiche. L’uso intermittente evita il fenomeno della dipendenza. Se l’insonnia non si risolve in tempi rapidi o il trattamento con farmaci ipnotici si rivela inefficace, occorre rivedere la terapia e rivalutare la diagnosi, anche attraverso la consulenza di un esperto”, conclude Giobbio.

(Fonte: Adnkronos)

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