Welfare aziendale: perché i lavoratori olandesi sono i più felici d’Europa?

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Gli impiegati olandesi sono felici, in media, per il 57,2% del loro tempo, sia sul posto di lavoro che a casa. Una percentuale significativamente alta che li incorona come i più felici d’Europa, secondo quanto emerge dall’indagine dell’iOpener Institute finalizzata ad individuare quali sono i fattori che aiutano dipendente e dirigente a migliorare il rendimento della propria azienda.

La ricetta che rende lavorare in Olanda così soddisfacente è composta da più ingredienti: politiche di welfare, efficace organizzazione del lavoro, servizi e sostegni pensati per rispondere alle concrete esigenze del lavoratore. Vediamo in che modo le migliori condizioni lavorative nei Paesi Bassi stimolano una maggiore produttività e, anche, maggior benessere.

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Perché gli olandesi sono i più felici?

Lavorare in Olanda

Gli analisti che hanno condotto la ricerca hanno intervistato oltre 32.000 lavoratori europei per comprendere quali sono i fattori concreti che fanno la felicità sul posto di lavoro. Un primo fattore cruciale è la percentuale di tempo che i dipendenti, sul luogo di lavoro, impiegano a svolgere mansioni pertinenti al loro ruolo: in Olanda è l’80% alla settimana, nei paesi dove il livello di felicità e soddisfazione è basso questo dato non supera il 40%.

Secondo quanto emerge dal Better Life Index dell’OSCE, inoltre, una buona istruzione e valide competenze sono requisiti importanti per ottenere un buon lavoro. Si tratta di un dato che ci consente di rilevare quanto è importante ai fini di una carriera il criterio meritocratico.

Un altro elemento che sembra fare la fortuna degli olandesi è la legge che regola l’orario di lavoro. Infatti, non è permesso lavorare più di 9 ore al giorno o 45 ore alla settimana, in un anno non si possono superare le 2080 ore, quando la normativa europea fissa il limite giornaliero a 12 ore, 13 al massimo compresi gli straordinari poiché il lavoratore “ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni 24 ore”. Ciò si traduce, nei Paesi Bassi, in una settimana lavorativa di quattro giorni e quindi tempo libero a sufficienza per occuparsi della famiglia e ritagliarsi tempo per sé.

Al contrario, colpisce che la questione economica non sia centrale nel calcolo della felicità. Infatti, gli olandesi percepiscono sì uno stipendio sopra alla media europea, ma non in maniera significativa. Tant’è che in paesi come la Svizzera, la Danimarca e il Regno Unito si guadagna di più, ma con meno soddisfazione.

Corrispondenza tra le proprie capacità e le mansioni richieste, settimana lavorativa breve, buono stipendio non sono, però, elementi sufficienti a comprendere come funziona il lavorare in Olanda, quali sono le strategie messe in atto dallo Stato e dai privati per far sì che i dipendenti siano soddisfatti e produttivi.

Lavorare in Olanda: dal welfare state al welfare aziendale

Autodeterminazione tempo

A lungo i Paesi Bassi sono stati promotori di politiche pubbliche di welfare a sostegno dei cittadini, un progetto che, di recente, è diventato sempre meno sostenibile tant’è che, dal 2013, è stato avviato un processo che sta trasformando il vecchio “Stato sociale” in una inedita forma di “società di partecipazione” nella quale anche i privati possono entrare e promuovere reti di assistenza attraverso politiche di welfare aziendale, per esempio.

Già nel 2006, inoltre, era stato introdotto il principio dell’ “autodeterminazione del proprio tempo” che consente al lavoratore di mettere da parte, senza pagare delle tasse aggiuntive, una frazione del proprio stipendio, che confluisce nel fondo LCSS, per auto-finanziarsi periodi di aspettativa o congedo. Di fatto, ciascuno può scegliere liberamente – in accordo con il datore di lavoro – quando e per quale ragione rinunciare temporaneamente all’impiego. C’è chi si è appellato a questa strategia per l’assistenza di un genitore, chi per i figli, chi per un periodo di studio.

La parola d’ordine è flessibilità, esercitata con senso di responsabilità poiché è il lavoratore a decidere quando accumulare il proprio reddito e quando usufruirne sulla base di bisogni concreti. Da questo punto di vista si sono attivate anche molte aziende che hanno iniziato ad offrire servizi, incentivi e supporto a propri dipendenti e alle proprie famiglie, riconoscendo quelli che sono i vantaggi per le aziende.

I vantaggi per le aziende

Lavoratori felici Olanda

Gli effetti delle politiche di welfare sul rendimento dell’azienda sono notevoli. Sono sempre di più gli studi che vanno a misurarne l’impatto e i risultati appaiono concordi: se il lavoratore è felice e sostenuto nella sua vita anche privata come accade in Olanda, cresce la produttività, cala l’assenteismo e migliora il turn over.

In particolare, secondo quanto rilevato nei Paesi Bassi, il dipendente felice usufruisce soltanto di un decimo dei giorni di malattia consentiti, è sei volte più coinvolto nelle sorti dell’azienda, è disposto a rimanere in ufficio il doppio del tempo ed è due volte più produttivo rispetto al collega insoddisfatto.

Dagli studi emerge anche un calo dei casi di sabotaggio, furto, deliberata negligenza ed imperizia. In un ambiente di lavoro più sano dove ciascun lavoratore sa di essere considerato e sostenuto per ciò che fa e ciò che vale, sembra che si riducano anche tutti quei casi di divulgazione di voci e pettegolezzi che possono rendere l’ufficio inospitale.

Quali sono i benefici per i lavoratori?

Benefici lavoratori Olanda

Il dipendente, dal canto suo, non guadagna “solo” la felicità a lavorare in Olanda, ma può usufruire di alcuni benefits che ne migliorano significativamente la vita privata. Un esempio può essere il concetto di “Vakantiegeld” una vera e propria indennità di ferie erogata al posto della tredicesima. La maggior parte delle aziende nei Paesi Bassi, infatti, sceglie di pagare un’indennità pari all’8% dello stipendio lordo al dipendente nel periodo estivo, generalmente alla fine del mese di maggio, in modo che possa coprire le spese per le vacanze per sé e per la propria famiglia, senza ridurre la retribuzione regolare.

Come in tutto il resto del Vecchio Continente, poi, anche per i lavoratori olandesi la salute viene al primo posto tra le principali preoccupazioni. Per questo molte aziende propongono ai propri dipendenti l’opportunità di stipulare forme assicurative che guardino alla sanità integrativa incluse nel contratto di lavoro.

Welfare aziendale: in Italia, qualcosa sta cambiando

Abbiamo già evidenziato come il benessere del dipendente sia strettamente connesso a quello della sua azienda, assunto che è alla base di ogni strategia di welfare aziendale fino ad ora applicata. I successi dei dipendenti dei Paesi Bassi e il loro alto livello di felicità e di soddisfazione rispetto alla propria vita possono, in aggiunta, offrire alcuni spunti interessanti per il presente e il futuro dell’Italia. Esistono, infatti, alcune aziende che hanno già avviato programmi di welfare aziendale anche nel Belpaese prestando particolare attenzione ai benefits per le famiglie e a quelli in ambito sanitario.

Tra i primi c’è stata Luxottica che, già nel 2009, promosse una prima iniziativa di welfare aziendale ovvero un carrello della spesa dal valore di 110 euro, colmo di generi alimentari come pasta, olio, caffè e parmigiano. Da quel primo esperimento, la situazione si è evoluta includendo assicurazioni sanitarie, colf aziendale, summer camp per i figli dei dipendenti, il tutto nell’ottica di creare una rete orizzontale di condivisione e di sostegno reciproco anche tra datore di lavoro e dipendente.

Sanità integrativa aziende italiane

A tutti i dipendenti della Ducati, invece, è offerto un piano sanitario collettivo che prevede programmi di prevenzione specifici, suddivisi per sesso e per età, nonché la copertura parziale di alcune prestazioni sanitarie anche per i familiari, sedute di supporto psichico e psicologico, un pacchetto post maternità e, addirittura, la copertura totale delle spese sostenute per un’eventuale fecondazione assistita.

Sia per i lavoratori olandesi che per quelli italiani sono proprio questi i servizi e i benefits più preziosi poiché rispondono non solo ad esigenze concrete del lavoratore, ma anche forniscono risposte certe e sostengo a problemi che destano anche molte preoccupazioni, preoccupazioni che spesso è difficile non portare con sé anche sul posto di lavoro. Proprio per questo dovrebbe essere interesse primario dell’azienda tutelare e sostenere la salute dei dipendenti introducendo politiche di welfare aziendale come SiSalute, una divisione di UniSalute Servizi che offre soluzioni non assicurative mirate alla tutela della salute nell’ambito dell’azienda tra cui anche pacchetti di flexible benefit.

Immaginate anche voi di essere felici come gli olandesi entro qualche anno?

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