Greta Garbo, la divina che scelse il silenzio

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La Divina uscì dalle scene ad appena 36 anni e visse per il resto della vita in una sorta di esilio mediatico autoimposto. Nessuna apparizione pubblica, nessuna intervista, nessuna foto posata, nessuna dichiarazione, nessuna partecipazione ad eventi, feste, premi. Niente di niente: la Divina Greta Garbo visse la sua seconda vita, fino alla morte, avvenuta a 85 anni, come una donna qualunque. Proprio lei, che non lo era mai stata.

Un ritratto della Divina Garbo (GettyImages)

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Un ritratto della Divina Garbo (GettyImages)

Affascinante più di ogni altra star di Hollywood di quel periodo, con il suo accento nordico (era di origine svedese) e il corpo androgino, le spalle large, il volto dall’incarnato lunare, le sopracciglia sottili, Greta Garbo è stata l’attrice più amata del cinema muto degli anni Venti e di quello sonoro degli anni Trenta: candidata all’Oscar quattro volte, ne ha vinto uno alla carriera nel 1955 quando ormai era fuori dalle scene da una decina d’anni. Se ancora oggi sappiamo riconoscere il suo profilo o le sue pose, se ancora oggi rimaniamo ammaliati dal suo sguardo magnetico, è perché Greta Garbo incarnava già all’epoca un ideale di bellezza fuori dagli schemi. Un genere fluido, diremmo oggi.

Greta Garbo in posa per il fotografo Edward Steichne (Conde Nast/via Getty Images)

Greta Garbo in posa per il fotografo Edward Steichne (Conde Nast/via Getty Images)

Nasce come Greta Lovisa Gustafsso nel 1905 da una famiglia che viveva in un quartiere popolare di Stoccolma: papà netturbino e mamma di origine contadina, Greta è di una disarmante bellezza fin da piccola, ma anche di carattere malinconico e solitario. Però c’è il teatro che la attrae: coltiva da autodidatta la recitazione mentre fa mille lavori (deve tuttavia licenziarsi da commessa di un grande magazzino per… eccesso di avances da parte dei clienti), posa da modella per varie pubblicità e comincia ad essere notata anche dai registi svedesi che contano. Sono gli anni della borsa di studio all’Accademia Regia di Stoccolma, dove si affina nella recitazione, quelli in cui conosce Mauritz Stiller, regista finlandese che le sarà a lungo pigmalione.

La Greta Garbo ventenne non è forse pienamente consapevole della sua presenza scenica, ma di certo ha il gusto per la stravaganza di classe: cambia il suo cognome in Garbo, che riecheggia quello di Bethlen Gàbor, un importante sovrano ungherese del Seicento, e comincia a vestirsi in modo insolito. Insolito per i canoni del tempo s’intende: pantaloni, camicia accompagnata da cravatta, giacche maschili. La sua sensualità è esplosiva, e non solo per gli uomini. A metà degli anni Venti, grazie a La vita senza gioia di Georg Pabst diventa famosa in Europa e si guadagna un buon contratto con la MGM.  La strada è spianata per diventare la Divina.

Greta Garbo ha sempre avuto uno stile androgino (Getty Images)

Greta Garbo ha sempre avuto uno stile androgino (Getty Images)

Da ‘divina’ Greta Garbo interpreta per un decennio, dal ’27 al 37, una ventina di ruoli per così dire sovrapponibili: è la Donna Fatale o La Tentatrice o comunque l’amante, la vamp provocante, la seduttrice senza scrupoli né morale. Le piace? No, affatto. Vorrebbe altro. Desidera fortemente ruoli diversi, diversificati, magari anche comici. Dovranno passare tante “fatali pellicole” – peraltro quelle che costruiranno il mito della Garbo  – prima che venga proposta come protagonista di un film sonoro. S’intitola Anna Christie e viene lanciato con lo slogan “Greta Garbo parla!” (Hollywood diffidava parecchio della sua cadenza mitteleuropea).

Dopo qualche anno, nel ’39, il regista Ernst Lubitsch compie un azzardo che si rivela azzeccato: in Ninotchka la Garbo “ride per la prima volta” e si rivela una brava e versatile attrice anche su questo fronte. Il pubblico e i critici sono però volubili, si sa: passano pochi anni e Non tradirmi con me viene accolto con freddezza. Greta Garbo ne soffre molto e forse la delusione, unita all’insofferenza sempre più marcata verso i fotografi che non le danno tregua, la spingono a compiere un taglio drastico. Stop al cinema, stop ai paparazzi, stop al set e al pazzo mondo di Hollywood. Greta Garbo ha solo 36 anni, ma non tornerà più sui suoi passi.

Fata severa (copyright Federico Fellini), Greta Garbo non ha mai amato l’attenzione morbosa del pubblico e della stampa scandalistica per la sua vita privata: riservatissima, austera e indipendente ha avuto tanti amori. Tra i più noti, quello con l’attore John Gilbert, oltre ad appassionate relazioni femminili (come quella con la poetessa Mercedes de Acosta, poi amante anche di Marlene Dietrich, l’Angelo Azzurro e rivale storica della Garbo sul grande schermo).

Rivoluzionaria la Garbo lo è stato per il modo in cui ha saputo portare nuovi canoni di bellezza sul grande schermo, per quel suo non curarsi delle convenzioni e per il granitico coraggio a rinunciare a privilegi e favori che la sua fama le avrebbe concesso ancora a lungo.

Greta Garbo muore anziana, dopo aver vissuto la sua seconda vita in un lussuoso appartamento di New York che era diventato il suo personalissimo rifugio.

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